La ditta MA-BER esegue trattamenti antiscivolo, ma DI COSA STIAMO PARLANDO?


Questa lavorazione ha come obiettivo l'incremento del livello di sicurezza. Si ottiene questo risultato aumentando la ruvidezza della pavimentazione, il risultato prodotto deve poi essere sottoposto a verifica e garantito da una certificazione.
I risultati ottenuti in tutti gli interventi eseguiti nel corso della nostra esperienza (operiamo in questo settore specifico dal 2003), sia in ambito privato che pubblico, ci consentono di garantire il risultato.
Abbiamo svolto lavorazioni di questo tipo su molte tipologie di materiali, ottenendo sempre un coefficiente di attrito certificato abbondantemente oltre la soglia di sicurezza richiesto dalla legge.

Il limite di questo tipo di trattamento è dato dal fatto che esiste la possibilità che si verifichi un’alterazione della colorazione e del riflesso del materiale trattato, visto che il trattamento produce una micro corrosione del supporto, ed è proprio questa modifica superficiale che rende possibile l’aumento dell’effetto grippante.

Questa nuova condizione della pavimentazione viene certificata grazie ad uno strumento atto a determinare il coefficiente di attrito, o resistenza allo scivolamento tribometro.

Le varie tipologie di prova hanno l’obiettivo di valutare l'attrito dinamico: il corpo è in moto, ma continua a opporre una certa resistenza.
L’attrito dinamico ha un valore costante che non dipende dalle condizioni di moto, l’attrito statico risulta crescente con la forza applicata, fino ad un valore massimo oltre il quale il corpo inizia a muoversi e si passa così ad un attrito dinamico. Agli effetti pratici la componente statica dell’attrito è responsabile dello scivolamento che si verifica appoggiando il tacco della scarpa, mentre la componente dinamica è legata (sempre semplificando) allo scivolamento con la suola. Ma queste sono semplificazioni di un fenomeno complesso, in cui entrano in gioco numerosi fattori: esso infatti dipende da variabili legate non solo al materiale ed alla posa, ma anche al tipo di ambiente, alla sua manutenzione ed al tipo di scarpe usato. Dovendo però simulare un fenomeno complesso si sono sviluppati e messi a punto, in varie nazioni, metodi di prova basati su principi fisici diversi; proprio perché si basano su principi diversi risulta difficile stabilire correlazioni fra i risultati che si ottengono impiegando i vari metodi.

Il metodo cosiddetto “della rampa” previsto dalle norme tedesche DIN 51130 e DIN 51097, noto ed usato più o meno a proposito anche in Italia. Il metodo della rampa è “dedicato”, cioè serve per valutare pavimentazioni da impiegarsi in ambienti specifici: ambienti industriali (olio e scarpe antinfortunistiche) oppure piscine. Pertanto non è corretto pensare che la prova sia adatta a tutti i tipi di pavimentazione. Inoltre è un metodo “di laboratorio”: non è possibile eseguirlo sul campo, ma piuttosto va impiegato quando si vogliano studiare e mettere a punto pavimentazioni per impieghi specifici e mirati.

Il metodo BCRA, detto anche “Tortus” (dal nome commerciale dello strumento impiegato per la misura), che è richiamato nel DM LL.PP. 14/06/1989, n. 236; ( gazzetta ufficiale n. 145 del 23 giugno 1989) art. 33 comma 9- art 8.2.2 ... “per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo B.C.R.A. (British Ceramic Research Association), sia superiore a 0.40 per elemento scivolante cuoio su superficie asciutta, e superiore a 0.40 per elemento scivolante gomma su superficie bagnata… .” I valori di attrito predetto non devono essere modificati dall’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione che se previsti devono essere applicati sui materiali stessi prima della prova”. –Vedi anche legge 3 agosto 2007 n. 123 Gazzetta ufficiale n. 185 del 10 agosto 2007. “Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza del lavoro e delega al governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia”.

D.L. gs 9 aprile 2008 n. 81- Attuazione dell’articolo 1 della legge del 3 agosto 2007 n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Gazzetta ufficiale. 101 del 30 aprile 2008 allegati IV: “ I pavimenti dei locali devono essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli, nonché esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi”.
Il metodo BCRA ben si presta ala valutazione di pavimentazioni in opera, essendo portatile; inoltre, essendo totalmente strumentale, non risente della soggettività legata all’operatore. Per contro può fornire risultati contradditori quando si testano superficie molto lisce: si possono avere fenomeni di adesione fra superficie ed elemento scivolante, per cui il valore misurato del coefficiente di attrito risulta alto rispetto alle reali caratteristiche di scivolosità della pavimentazione. A parte questa limitazione, può essere usato per i più diversi tipi di pavimentazioni.

Il valore del coefficiente di attrito dinamico μ è uguale al rapporto tra la forza di resistenza di attrito, opposta alla direzione di moto, che agisce sull’elemento scivolante e la forza peso. L’elemento scivolante è solidale ad un sistema che tramite un trasduttore elettronico di misura dà un segnale in millivolt proporzionale al coefficiente di attrito. Le misure vengono usualmente realizzate mediante un dispositivo portatile munito di motore elettrico che si muove a velocità costante sulla superficie da provare. L’elemento scivolante può essere costituito da materiali diversi (gomma, cuoio o altro). Si determina il coefficiente di attrito dinamico, sia medio che puntuale, in definite condizioni della superficie (asciutta e bagnata). Questo metodo può essere impiegato sia in laboratorio che sul campo. Il termine Tortus, spesso associato a questo tipo di dispositivo, è il nome commerciale della prima apparecchiatura costruita in Inghilterra agli inizi degli anni ottanta; in generale si parla di floor friction tester (FFT). Si ricorda che il coefficiente di attrito viene usualmente indicato con il simbolo μ ed è adimensionale, essendo un rapporto tra forze.